Le relazioni con gli altri

Diventare vegani comporta una serie di conseguenze sotto diversi aspetti.

Una di queste conseguenze è il modo con il quale presentiamo nell’ambiente sociale il nostro stile di vita cruelty free.

Senza ombra di dubbio, ciò può essere un grande ostacolo all’inizio, visto che nel nostro paese manca l’informazione al riguardo e sono in maggioranza le persone che hanno dei timori, false credenze e pregiudizi verso il veganismo, per non parlare della “disinformazione voluta” che c’è in atto in Internet, giornali e televisione.

relazionarsi con gli altri
relazionarsi con gli altri

Uno degli ambienti sociali dove dobbiamo essere più delicati e aspettare il momento adatto per presentare la nostra scelta di vita, è la famiglia (se non siamo tra i pochi fortunati che già nascono in una famiglia vegana o vegetariana).

La famiglia che si oppone al veganismo è una famiglia male informata, anche se va detto che “nelle loro credenze”, sono in buona fede e sono semplicemente preoccupati per la nostra salute.

Bisogna dare loro l’informazione giusta, al momento giusto e con l’atteggiamento corretto (toni tranquilli), senza attaccarli o farli sentire in colpa perché loro non hanno fatto la nostra stessa scelta “di vita”.

Il trucco è quello di dare “una pillola alla volta”, perché l’informazione è troppa e necessita di tempo per essere digerita.

L’importante è rassicurarli sulla nostra salute, menzionando associazioni, nutrizionisti, ricerche e dottori che sostengono la dieta vegana; pure citare famosi sportivi vegani può aiutare a dimostrare che la dieta vegana è sana.

Negli altri ambiti sociali, che sia la scuola, il lavoro, l’Università, la nostra associazione sportiva o con gli amici, può capitare che qualcuno ci rivolga “le solite domande”, armiamoci di pazienza, vogliono solo capire, troviamo il momento giusto per dare loro delle info dettagliate e magari qualche link a qualche buon sito di riferimento.

Se invece si tratta di persone che vogliono solo provocare, non mettiamoci al loro livello, tagliamo corto con qualche battuta sarcastica, in fondo non dobbiamo dare delle spiegazioni a nessuno sul perché decidiamo “di non uccidere”.