Il glifosato è un disserbante sintetizzato nel 1950 da un chimico svizzero e commercializzato dalla Monsanto per eliminare quelle che vengono considerate erbe infestanti (e pensare che alcune di queste sono pure comestibili!).

Questo disserbante è molto usato nel mondo e anche in Italia (dal 2016 è vietato il suo uso in zone frequentate dalla popolazione, quali giardini, complessi scolastici, strutture sanitarie…).

Su di lui se ne sono dette molte e di ogni tipo.

Oggi ne aggiungiamo un’altra: i danni del glifosato sugli animali

Il glifosato, di solito, viene impiegato prima della semina o quando le piante sono già cresciute, in presenza di OGM pure dopo la semina, in quanto le piante geneticamente modificate risultano essere resistenti a questo composto chimico. Le piante assorbono questo veleno dalle loro parti verdi e poi lo trasferiscono fino alla radici e al resto della pianta, ciò accade nel giro di 5-6 ore (per farvi capire quanto sia potente questo veleno).

Questo veleno ed i metaboliti dannosi prodotti dalla sua degradazione, vengono assorbiti dal terreno e fra l’altro, viene pure trasportato dal vento altrove, e finisce un po’ ovunque, pure sul cibo che mangiamo, nei boschi e nei fiumi (andando a colpire gli animali selvatici ed i pesci), nei fiori e conseguentemente nelle api.

Ma pure gli animali domestici e quelli presenti naturalmente nella terra (con funzioni importanti come quelle di alcuni vermi), ne vengono colpiti. L’aborto è frequente tra le vacche, molti animali perdono del pelo, per dirvene alcune.

Ci sono tante testimonianze di animali domestici colpiti dal glifosato (il cui nome commerciale è Roundup) che si sono ammalati e sono stati condotti pure diversi studi in merito (purtroppo fatti su animali, come quello di Daniele Mandrioli dell’Istituto Ramazzini di Bologna che prova i danni del glifosato sui ratti).

Sicuramente è tremendo che per provare una cosa ovvia si devano usare i ratti, e perdonateci se ne abbiamo fatto menzione in questo articolo.

Fatto sta che alternative naturali al glifosato e a ogni tipo di disserbanti ce ne sono, come l’uso di alcuni insetti o la semplice pacciamatura…